Sul Palazzo Villadorata di Marzamemi i canali di scarico dell’acqua piovana terminano in volti umani scolpiti: un dettaglio documentato dal Comune da cercare nella facciata che chiude Piazza Regina Margherita.
Nel cuore di Marzamemi c’è un dettaglio che si può perdere facilmente se si attraversa Piazza Regina Margherita guardando soltanto il profilo della tonnara e delle chiese. Sulla parte alta della facciata del Palazzo del Principe di Villadorata, i canali destinati allo scarico dell’acqua piovana assumono la forma di grosse mensole e terminano frontalmente con volti umani scolpiti. Non è una suggestione aggiunta per rendere più curioso il palazzo: è un particolare descritto direttamente nella scheda dedicata a Marzamemi dal Comune di Pachino.
È proprio questo il particolare da cercare quando si arriva nella piazza. Il palazzo occupa il lato occidentale di Piazza Regina Margherita e la sua facciata è molto più sobria di quanto ci si potrebbe aspettare da una residenza legata ai proprietari della tonnara. Per questo i gocciolatoi antropomorfi diventano una chiave di lettura interessante: sono elementi funzionali, pensati per allontanare l’acqua dalla muratura, ma trasformati anche in un dettaglio figurativo.
I canali di scarico che diventano volti
La descrizione del Comune indica che, nella parte superiore della facciata e alla stessa altezza, si trovano cinque canali di scarico dell’acqua piovana e precisa che due sono andati perduti. La fonte li paragona a grandi mensole e sottolinea proprio la terminazione anteriore a forma di volto umano. È una formulazione utile anche per non attribuire loro nomi più spettacolari ma non documentati: non serve chiamarli gargoyle o mascheroni se la fonte istituzionale li identifica semplicemente come canali di scarico lavorati nella pietra.
La fotografia scelta per questo articolo mostra da vicino uno di questi elementi lapidei del Palazzo Villadorata: il volto emerge sul margine della muratura e permette di leggere bene il passaggio tra funzione pratica e decorazione. La pietra non viene quindi usata soltanto per costruire il volume dell’edificio, ma anche per dare un carattere riconoscibile a un componente tecnico della facciata.
Il Palazzo Villadorata dentro il sistema della tonnara
Per capire perché questo dettaglio si trovi proprio qui bisogna leggere il palazzo insieme al resto del borgo. Il Comune di Pachino data l’edificio al 1752 e lo descrive costruito in pietra arenaria, con un portale ad arco e lo stemma di famiglia sulla chiave. La Pro Loco Marzamemi, attraverso Visit Val di Noto, colloca la costruzione intorno alla metà del Settecento e la inserisce nel complesso della tonnara.
La stessa fonte locale spiega che il piano inferiore era destinato ai magazzini per merci e attrezzature legate all’attività della tonnara, mentre quello superiore era adibito a residenza dei proprietari. A metà Ottocento l’edificio passò alla famiglia Nicolaci dei Principi di Villadorata. Il palazzo, quindi, non è un elemento isolato aggiunto successivamente alla scenografia del borgo: fa parte del sistema produttivo e residenziale che organizzava la vita della tonnara.
Chi vuole ricostruire questo rapporto può affiancare l’osservazione della facciata alla nostra guida sulla storia della Tonnara di Marzamemi. Il senso del dettaglio cambia quando lo si colloca in un edificio che teneva insieme attività economica, deposito e residenza.
Dove guardare quando attraversi Piazza Regina Margherita
Il modo più utile di leggere questo particolare è partire dall’insieme e poi restringere lo sguardo. La nostra scheda di Piazza Regina Margherita aiuta a orientarsi fra gli edifici che delimitano lo spazio; una volta individuato il lato occidentale occupato dal palazzo, il dettaglio da cercare è nella fascia alta della facciata, dove i canali sono disposti alla stessa quota.
Questo articolo non dà per scontato l’accesso agli interni del Palazzo Villadorata e non usa eventuali orari presenti su portali turistici come prova di una visita interna sempre disponibile. La scoperta promessa dal titolo riguarda la facciata e il suo apparato esterno: è un modo per rendere più attenta una passeggiata nel borgo senza trasformarla in una visita che richieda informazioni operative non verificate.
Se è la prima volta a Marzamemi, il particolare può essere inserito in un percorso più ampio con il nostro itinerario tra storia e mare nel borgo. La differenza, qui, è che non si cerca un’altra lista di cose da vedere: si impara a riconoscere un elemento preciso che racconta come l’architettura settecentesca del luogo potesse trasformare anche un semplice scarico dell’acqua in una presenza figurata.
Un piccolo dettaglio che cambia la lettura del palazzo
Il Palazzo Villadorata può sembrare, a prima vista, una quinta architettonica severa della piazza. I volti dei gocciolatoi invitano invece a osservare la facciata più lentamente. Sono un dettaglio piccolo rispetto alla scala dell’edificio, ma hanno un vantaggio per chi visita Marzamemi: permettono di collegare una forma concreta alla storia del palazzo, senza ricorrere a leggende o primati non documentati.
Le informazioni storiche e architettoniche utilizzate qui provengono dalla scheda istituzionale del Comune di Pachino e dalla descrizione della Tonnara e del Palazzo dei Principi di Villadorata pubblicata dalla Pro Loco Marzamemi su Visit Val di Noto. Gli elementi operativi di accesso agli interni non sono stati dati per certi.
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